sabato 7 novembre 2009

Lego Technic. I modelli più sofisticati dal 1988 al 2009

 

In questo filmato possiamo vedere i modelli Lego Technic più sofisticati che la Lego abbia mai inserito sul mercato dal 1988 al 2009. Osserviamo l’evoluzione nel dettaglio e nella complessità dei modelli in questo ampio arco di tempo. In ogni caso si tratta di modelli davvero straordinari.

Questo è l’elenco dei modelli mostrati (tutti della serie Lego Technic):

8865 Test Car (1988)
8862 Backhoe Grader (1989)
8094 Control Centre (1990)
8856 Whirlwind rescue (1991)
8868 Airtech Claw Rig (1992)
8872 Forklift Transporter (1993)
8880 Super Car (1994)
8485 Control Centre II (1995)
8480 Space Shuttle (1996)
8479 Barcode Multi-set (1997)
8462 Tow Truck (1998)
8448 Super Car Mk II (1999)
8458 Silver Champion (2000)
8466 4x4 Off Roader (2001)
Nessun modello nuovo (2002)
8455 Backhoe Loader (2003)
8436 Truck (2004)
8421 Mobile Crane (2005)
8285 Tow Truck (2006)
8275 Motorized Bulldozer (2007)
8295 Telescopic Handler (2008)
8258 Crane Truck (2009)

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Campi Flegrei: la grande area vulcanica della Campania.

 

I Campi Flegrei possono essere definiti come un complesso vulcanico formato da una serie di “caldere a festoni” (leggi la definizione di caldera).

La storia geologica di questo importante complesso vulcanico può essere brevemente descritta come di seguito.

Nello strato vulcano Paleoflegreo, si verificò, dopo un periodo di inattività, una eruzione altamente esplosiva, che portò al crollo dell’edificio, al suo sprofondamento e conseguentemente alla formazione di una vasta caldera sommitale. Dopo un lungo periodo di inattività, il magma piuttosto viscoso risalì nel condotto e diede luogo ad alcune eruzioni esplosive piuttosto violente sugli orli della caldera stessa.

Queste eruzioni periferiche crearono una serie di caldere più piccole come Soccavo, Pianura, Piano di Quarto, ecc…, disposte a festone sull’orlo della caldera grande. Successivamente il fondo della caldera veniva ampiamente solcato da fratture lungo le quali risaliva il magma. I prodotti piroclastici di queste eruzioni la riempirono parzialmente e ricoprirono le parti rimaste del Paleoflegreo con tufi pomicei e cineritici, intercalati da brecce.

Numerose eruzioni esplosive si manifestarono all’interno della caldera determinando la formazione di vulcani di “tufo giallo napoletano”, come Monte Gauro, Capo Miseno, l’isola di Nisida. Eruzioni simili si ebbero anche al di fuori della caldera nella regione dove oggi si estende la città di Napoli.

Successivamente si ebbero nella caldera eruzioni di pomici e ceneri, si formarono così i crateri di Averno, trasformato poi in lago, quello di Agnano e, circa 1500 a.C., il grande cratere degli Astroni. Dopo ciò la veemenza delle eruzioni cominciò a scemare e l’ultima di esse, nel 1538, formò il cono di scorie del Monte Nuovo presso Pozzuoli.

Precedentemente la zona era stata interessata da movimenti tettonici e la parte sud-est dei Campi Flegrei si era abbassata sotto il livello delle acque del Golfo di Napoli. Piccole fratture vulcano-tettoniche avevano suddiviso il fondo della caldera in zolle che si abbassavano e si rialzavano via via a secondo del livello del magma all’interno del focolaio magmatico.

In questa foto possiamo vedere il serapeo, con le sue colonne intaccate da "fori di Litodomi" che normalmente vivono nei pressi della linea di riva.

In tal modo presero origine i bradisismi che variavano la linea della costa. In taluni punti si ebbero sprofondamenti e molte costruzioni romane si abbassarono sotto il livello del mare, in altri punti si ebbero sollevamenti, come a Pozzuoli, comprovati da dai fori dei litodomi nelle colonne del Serapeo.

Questi lentissimi abbassamenti e sollevamenti di aree limitate alla caldera sono dovute a movimenti convettivi del magma nel bacino che, nei Campi Flegrei, si trova ad una profondità di pochi chilometri.

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[Bibliografia: “I vulcani”; Alfred e Loredana Rittmann, Istituto Geografico De Agostini Novara, 1976]

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Una casa alimentata completamente con l’energia eolica

 

Questa casa si trova in Danimarca e vi abita una famiglia composta da sette persone. Per produrre tutta l’energia di cui hanno bisogno si fa uso di una turbina eolica. Con l’energia eolica questa famiglia è in grado di contribuire all’abbassamento di emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera. Si tratta di una abitazione che sfrutta le tecnologie più avanzate. Dovrebbe essere presa come esempio anche qui in Italia, dove la cultura dell’energia eolica (e delle energie alternative) stenta a decollare.

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giovedì 5 novembre 2009

Le Pleiadi e la nebulosa California

 

A destra in alto, circondate da un alone blu, possiamo vedere le Pleiadi. Chiamate anche le Sette Sorelle e M45, le Pleiadi sono uno degli ammassi aperti di stelle più facilmente visibili del cielo. Questo bellissimo gruppo stellare è formato da ben 3000 stelle ed è distante 400 anni luce per un diametro di 13 anni luce. Attorno alle stelle quell’alone blu non è altro che una spettacolare nebulosa a riflessione formata da polveri sottili.

A sinistra in basso invece, con uno stupendo colore rosso, vediamo la nebulosa California, chiamata così a causa della sua forma. La nebulosa California è molto più debole e molto più difficile da vedere rispetto alle Pleiadi. Conosciuta anche come NGC 1499, questa massa di idrogeno è lontana 1500 anni luce.

Questa meravigliosa immagine formata da un collage di foto riesce a mostrare entrambi questi due meravigliosi oggetti del cielo nello stesso campo visuale. La cosa più sconvolgente è osservare come questo panorama stellare sia ricco di nebulose, e ciò dimostra come lo spazio interstellare non è poi così vuoto e buio come si pensa.

(clicca sull’immagine per vederla ingrandita)

Photo Credits: http://blog.deepskycolors.com/archive/2009/10/20/deep-Field-From-California-to-the-Plei.html

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mercoledì 4 novembre 2009

Come si è formata l’atmosfera terrestre

 

Un breve documentario sulla formazione e l’evoluzione dell’atmosfera terrestre. La composizione chimica dell’atmosfera non è stata sempre uguale nelle varie ere geologiche. L’atmosfera primordiale probabilmente era composta soprattutto da Idrogeno ed Elio, ma questi erano molto leggeri e si dispersero rapidamente nello spazio. Molti cambiamenti sono avvenuti grazie all’azione degli esseri viventi. I microorganismi acquatici, ad esempio, respiravano Anidride Carbonica producendo Ossigeno, in questo modo cambiarono la composizione chimica atmosferica.

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